se le stagioni scorressero
ostinatamente contro il tempo
che si snoda dentro?
se il disagio fosse un'alternanza
stonata d'animo e mondo?
se si sovrapponessero
un battere e un levare
in una scoordinata melodia?
malessere di istanti che mai combaciano
e mai linee sinuose, mai nastri di raso
ma sempre muri ruvidi su cui le unghie
restano spezzate.
Smetto di considerare e infilo.
Cammino su passi che calpestano
una musica di vita
elettronica.
Fa buio presto dentro.
Meglio mettere il cappotto
e continuare a camminare.
venerdì 19 settembre 2008
lunedì 1 settembre 2008
Scirocco
tra la terra arsa e il mare
giornate che ondeggiavano
rotolavano i pensieri
alleggerendosi
il vento a tratti
rinfrescava lo sguardo
che cercava l'orizzonte
nascosto dal beccheggio
ho ingoiato il tempo
in un sorriso
ed ora senza il sale
ad asciugare la vita
dentro si espande
questo passato assolato
si stringe lo stomaco
il ticchettio mi strozza
e mi toglie il sonno
in una veglia continua rivivo
giorni che furono e
giorni che saranno
perchè se
quei giorni
non verranno
avremo sprecato il mare
il sole
il cuore
Attendere è un pò come sbiadire
piano
illuminati da una candida speranza
ora voglio restare
e sorridere ancora
senza svanire
rimango su questa balaustra
accovacciata
a guardare l'estate
passare
prendi la mia mano
prima che faccia freddo
prima che la luce finisca
resta
ti mostrerò una stagione
senza inverni
nè fine
[nelle cuffie: "Come sei veramente" ,Giovanni Allevi]
giornate che ondeggiavano
rotolavano i pensieri
alleggerendosi
il vento a tratti
rinfrescava lo sguardo
che cercava l'orizzonte
nascosto dal beccheggio
ho ingoiato il tempo
in un sorriso
ed ora senza il sale
ad asciugare la vita
dentro si espande
questo passato assolato
si stringe lo stomaco
il ticchettio mi strozza
e mi toglie il sonno
in una veglia continua rivivo
giorni che furono e
giorni che saranno
perchè se
quei giorni
non verranno
avremo sprecato il mare
il sole
il cuore
Attendere è un pò come sbiadire
piano
illuminati da una candida speranza
ora voglio restare
e sorridere ancora
senza svanire
rimango su questa balaustra
accovacciata
a guardare l'estate
passare
prendi la mia mano
prima che faccia freddo
prima che la luce finisca
resta
ti mostrerò una stagione
senza inverni
nè fine
[nelle cuffie: "Come sei veramente" ,Giovanni Allevi]
lunedì 28 luglio 2008
Delle gabbia che hai costruito per me
silenzio di mani
colore di respiri
carezze di pensieri
pulsare di parole
ombre che camminano
sapori che profumano
occhi che baciano
cuori immobili
la tua voce
un laccio paziente
che mi trattiene
la tua paura
un anestetico
che mi intrappola
e mi fa dimentica
dei futuri che verranno
dita che mi innalzano
ma mi impediscono
di sublimare
la volatile
sostanza
del mio cuore
La durevolezza
cresce
nel miraggio degli istanti
Se nemmeno i sogni
ci sembrano reali
con quale fede guardiamo al Nostro futuro?
Il presente è una trappola per topi
colore di respiri
carezze di pensieri
pulsare di parole
ombre che camminano
sapori che profumano
occhi che baciano
cuori immobili
la tua voce
un laccio paziente
che mi trattiene
la tua paura
un anestetico
che mi intrappola
e mi fa dimentica
dei futuri che verranno
dita che mi innalzano
ma mi impediscono
di sublimare
la volatile
sostanza
del mio cuore
La durevolezza
cresce
nel miraggio degli istanti
Se nemmeno i sogni
ci sembrano reali
con quale fede guardiamo al Nostro futuro?
Il presente è una trappola per topi
lunedì 21 luglio 2008
Dei bambini adulti in un baule
taglio netto
continuato
in lucida cadenza
eliminare
chi si perde
chi fraintende
chi esita
e troppo attende
per un filo di sangue
che ridoni vita
ad un essere di pezza
che dicono un tempo sia stata
una creatura fatata
sento solo
una immobile
percezione di vuoto
di chi non sa che non c'è nulla
di più serio
di un gioco
sarti e faccendieri
offrono le loro matasse
che si sciolgono appuntate
sulla pelle,
mal cucite
non tengono unita la carne
oltremodo incapaci di catturare
uno spirito
pezzi di bambola
caduti
in tagliente lucidità
una continua eliminazione
sentimenti scuciti e ritagliati
Grottesca intelaiatura della mostruosità d'amore.
"si muore, un poco, ogni giorno"
continuato
in lucida cadenza
eliminare
chi si perde
chi fraintende
chi esita
e troppo attende
per un filo di sangue
che ridoni vita
ad un essere di pezza
che dicono un tempo sia stata
una creatura fatata
sento solo
una immobile
percezione di vuoto
di chi non sa che non c'è nulla
di più serio
di un gioco
sarti e faccendieri
offrono le loro matasse
che si sciolgono appuntate
sulla pelle,
mal cucite
non tengono unita la carne
oltremodo incapaci di catturare
uno spirito
pezzi di bambola
caduti
in tagliente lucidità
una continua eliminazione
sentimenti scuciti e ritagliati
Grottesca intelaiatura della mostruosità d'amore.
"si muore, un poco, ogni giorno"
Del cervello che pulsa e del cuore che pensa
scappo
dai pensieri rantolanti
alzo il volume
sui battiti costanti
in un sabato italico
bagnanti
urlanti
conto sulle dita
i perduti amanti
ed eccolo inatteso
un senso di sollievo
la fatica dell'aprirsi
per comprendersi
m'abbandona
movimenti eleganti
su di un cuore
per passanti
dai pensieri rantolanti
alzo il volume
sui battiti costanti
in un sabato italico
bagnanti
urlanti
conto sulle dita
i perduti amanti
ed eccolo inatteso
un senso di sollievo
la fatica dell'aprirsi
per comprendersi
m'abbandona
movimenti eleganti
su di un cuore
per passanti
mercoledì 16 luglio 2008
Delle ricordanze
un biglietto stropicciato
tra le dita e poi sul muro
per non dimenticare
che oltre ogni cosa
ho un cuore
tra le dita e poi sul muro
per non dimenticare
che oltre ogni cosa
ho un cuore
martedì 15 luglio 2008
e(S)senza
di flebile profumo
con parvenza di cobalto
di alito notturno
sul nudo incavo illuminato
da raggi di lattea rotondità
di nenie dimenticate
e sempre ripetute
di albe di tramonti
alzarsi e riposare
di risacca che odora
di fresca profondità
di piedi senza suole che
camminano al confine
dell'aldilà
di silenzi di bocca
taciturna
e voci di occhi loquaci
di piccoli segreti
timidamente svelati
buttati al vento con facilità
della nostalgia eterna
di una perduta felicità
con parvenza di cobalto
di alito notturno
sul nudo incavo illuminato
da raggi di lattea rotondità
di nenie dimenticate
e sempre ripetute
di albe di tramonti
alzarsi e riposare
di risacca che odora
di fresca profondità
di piedi senza suole che
camminano al confine
dell'aldilà
di silenzi di bocca
taciturna
e voci di occhi loquaci
di piccoli segreti
timidamente svelati
buttati al vento con facilità
della nostalgia eterna
di una perduta felicità
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